Princìpi per un apprendimento significativo

Pubblicato il 5 novembre 2014

I già citati quaderni di Batini della serie “Percorsi per Competenze” esordiscono tutti elencando la stessa serie di Principi per un apprendimento significativo.
Mi sembra una collezione ben meditata ed utile, e voglio contribuire a darle risalto: per questo li riprendo qui.

Mi permetto però di rimescolarli: dopo lo splendido lavoro di analisi fatto da Federico, occorre fare una sintesi. Una ventina di principi sono troppi per tenerli a mente. Tento quindi di operare una aggregazione per macrotematiche, ben sapendo che alcuni dei principi offrono molte facce, e quindi molte diverse possibilità  di aggregazione. Quella proposta qui é un primo tentativo, e certamente solo uno dei tanti possibili.

1) Etica dell’apprendimento: perché dobbiamo e possiamo imparare 

Principio del valore
L’apprendimento è fondamentale per noi  come persone, come lavoratori, e implica conseguenze importanti per noi in quanto singoli soggetti e per il futuro delle società in cui viviamo.

Principio della competenza
Nonostante ciò che possiamo aver sentito dire, tutti noi possediamo un’enorme capacità di apprendere e tale capacità può essere rinforzata e potenziata.

2A) Aspetti psicologici dell’apprendimento: aspetti che possono facilitare o ostacolare l’imparare, e che dovrebbero accompagnare ogni azione didattica.

Principio del divertimento
L’apprendimento può (e dovrebbe) essere occasione di divertimento, un’esperienza piacevole, coinvolgente e appassionante. L’etica della sofferenza, infatti, non ha mai giovato alle esperienze di apprendimento.

Principio dell’adesione
Nessuno può insegnare nulla a qualcun altro se l’altro non vuole impararlo: l’apprendimento necessita di partecipazione attiva.

Principio della motivazione 
Si è maggiormente disponibili all’apprendimento quando si comprendono il senso e la motivazione di ciò che si sta imparando.

Principio della rilevanza soggettiva
Si imparano più facilmente le cose a cui si attribuiscono senso e importanza.

Principio dell’enfatizzazione del positivo
Se si deve correggere qualcuno, lo si fa confrontando diverse soluzioni e sottolineando ciò che di positivo è stato detto e fatto, più che enfatizzando l’errore.

2B) Come imparare

Principio dell’autonomia
Si impara meglio quando si avverte un’autonomia progressiva nello svolgimento di qualcosa.

Principio della continuità 
Si impara in maniera continuativa, durante il corso di ogni giornata: anche quando non ce ne accorgiamo, la nostra vita è colma di occasioni di apprendimento da sfruttare.

3A) Learn by doing: si impara facendo.

Principio del protagonismo
L’apprendimento non è qualcosa che subiamo, ma qualcosa che facciamo in prima persona.

Principio della partecipazione attiva
Non vi è partecipazione in un processo di apprendimento formale se non viene attribuita importanza a ciò che ciascuno fa e dice.

Principio dell’agentività
Si impara agendo e confrontandosi sugli esiti delle rispettive azioni, sui tentativi effettuati. Le conoscenze e le nozioni utili a quell’azione non vengono fornite precedentemente in modo teorico, ma successivamente durante l’azione e a supporto di essa.

Principio dell’utilità dell’errore
Si impara sbagliando, confrontandosi, sbagliando di nuovo, sino ad arrivare a comprendere quali sono il comportamento giusto, la soluzione adeguata, l’idea migliore. Così facendo si giunge a riconoscere, in autonomia, il percorso più adeguato rispetto alla situazione o al problema prospettatoci.

Principio del tentar non nuoce
Nessuno impara se ha continuamente paura di sbagliare e delle conseguenze del proprio errore.

3B) Grounding dell’apprendimento: su cosa si fonda l’imparare.

Principio della valorizzazione dell’esperienza dei soggetti 
Si impara meglio e più volentieri se gli apprendimenti si collegano tra loro o prendono le mosse dalla nostra esperienza.

Principio della valorizzazione delle conoscenze e competenze pregresse  
Si impara e si partecipa attivamente se vengono valorizzate conoscenze e competenze di cui siamo già in possesso.

3C) Generale e Particolare: quale strada per la concettualizzazione?

Principio del particolare e del concreto
Si impara sempre in un dialogo tra particolare e generale, tra concreto e astratto, e partendo dai primi anziché dai secondi.

Principio delle unità minime e della scomposizione 
Si impara più facilmente quando si è capaci di scomporre un comportamento, un problema, una conoscenza ecc. nei suoi elementi minimi costitutivi.

Principio della ricomposizione e della capacità di discriminazione 
Si impara con notevoli livelli di permanenza degli apprendimenti, se si è poi capaci di individuare gli aspetti essenziali di un comportamento, di un problema, di una conoscenza ecc.

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